Intervista a Lindau #IndieBBBCafé

Cari lettori,
il mese di Aprile dell’IndieBBBcafè è dedicato a Lindau e noi abbiamo intervistato la casa editrice. Operativa dal 1989 a Torino, Lindau ha un catalogo vastissimo e noi eravamo davvero curiose di conoscerla nel dettaglio. Devo ammettere che quando mi sono arrivate le loro risposte mi sono un po’ emozionata leggendole, ho sentito un’immensa passione al di sotto di queste parole. A risponderci è stata l’intera casa editrice e noi non potremmo essere più contente di così!

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Come prima domanda vorrei chiedervi come nasce Lindau: cosa ha scaturito la scelta di creare questa casa editrice che tra poco compie ben trenta anni di vita?

In realtà Lindau è stato il proseguimento e forse anche la maturazione dell’attività editoriale di Ezio Quarantelli, direttore di Lindau: in passato diresse i mensili «Mostre & Musei», «Contemporanea. International Art Magazine» e la casa editrice di Alessandria, «Il Quadrante», con cui pubblicò l’importante e fortunato libro di Luigi Ghirri, Viaggio in Italia (1984). Lindau quindi è il coronamento di un percorso cominciato ben più di 30
anni fa.

Sappiamo che il nome Lindau si ispira a questa città libera e centrale situata su un’isola del lago europeo di Costanza tra Germania, Svizzera e Austria. Com’è nata la scelta di questo nome? È stata ispirata più dall’ambiente geografico o dalla propensione di questa città, come definite voi, “libera e operosa”? E soprattutto, da chi è stato proposto questo nome, è stata una scelta comune?

Ci è piaciuto immaginare la casa editrice come una piccola isola al centro di un grande continente: un luogo appartato ma al contempo partecipe e protagonista di tutto quello che accade intorno. Non ci interessava però soltanto l’idea che poteva evocare l’essere isola, ma anche la parte storica di questa piccola città nel lago di Costanza. La «libera e
operosa» Lindau, infatti, ha rappresentato una frontiera di libertà per quanti scappavano dalla Germania nazista verso la Svizzera. Ha avuto anche una certa fortuna letteraria, è stata cantata da Montale, Lalla Romano, da Hölderlin… un nome, insomma, di cui essere fieri.

Chi conosce Lindau da tempo sa che è nata come una casa editrice prettamente improntata sulla saggistica cinematografica. Come mai poi c’è stato questo desiderio di ampliare le prospettive?

In 30 anni di attività abbiamo cambiato pelle tante volte ma Lindau ha avuto e ha tuttora lo stesso spirito controcorrente e la voglia di porre nuove domande e nuovi dibattiti ai suoi lettori. È stata una normale conseguenza ampliare il catalogo dei primi anni. Lavorando per anni sulla saggistica cinematografica si aprono mille porte: ti capita per la mani la biografia di un regista, scopri un retroscena che non sospettavi o un argomento che vorresti approfondire… e alla fine la «classica» saggistica inizia a starti un po’ stretta, vuoi andare a vedere cosa c’è, dietro quelle porte. Le prime deviazioni erano molto vicine all’ambito cinematografico, poi – un po’ perché era difficile mantenere un buon numero di uscite con la stessa qualità alla quale avevamo abituato i lettori, un po’ perché i nostri stessi interessi abbracciavano aree diverse – siamo passati ad altre aree del sapere. È sempre complicato spiegare come si è evoluto il nostro catalogo a chi non lo conosce, ma in realtà è stato un processo molto naturale: come un sasso lanciato nell’acqua, un libro pubblicato te ne fa scoprire altri cento, scopri voci interessantissime che vorresti far conoscere ai tuoi lettori e così dal cinema sconfini nella moda, poi nella saggistica storica, in quella contemporanea, da lì alla scienza e all’incontro tra religioni, e così via fino alla narrativa. Anche se forse è più giusto dire quello alla narrativa è stato un ritorno, visto che già negli anni ’80 erano usciti romanzi e racconti «firmati» Lindau. In trent’anni cambiano tante cose, e quindi è naturale che chi lavora con la cultura apra a diverse aree del sapere. Però il cinema è il nostro primo amore, e non lo abbandoneremo mai: ancora oggi alle fiere ci sono persone che vengono a chiederci un
titolo ormai introvabile o a fare due chiacchiere con chi condivide la stessa passione per la settima arte. Dopo tanti anni, alla produzione si è affiancata la costante riproposta di quelli che ormai sono diventati i mostri sacri del nostro «storico» catalogo cinematografico: a fine 2017 abbiamo deciso di dedicargli una nuova collana, «Il grande cinema», proprio per sottolineare quanto ci rappresentano e quanto crediamo abbiano
ancora da dire.

E dopo questa scelta si può dire che il vostro catalogo è diventato vastissimo, tocca diversi aspetti del sapere in generale, dalla classica letteratura e saggistica a psicologia, storia e scienza, comprendendo autori dell’intero globo terrestre quasi! Qual è quindi la caratteristica che accomuna tutte queste categorie? Qual è il criterio di scelta che fa sì che un libro venga pubblicato da Lindau?

Una prima risposta viene dal nome della collana di narrativa, Senza Frontiere. Non volevamo accontentarci di pubblicare libri accomunati dalla provenienza geografica, o dall’epoca di composizione. Sono caselle un po’ troppo strette per il lavoro che volevamo fare. Quello che accomuna tutti i nostri libri è la voce, in ognuna c’è un’idea forte, un messaggio che l’autore voleva far arrivare ai lettori e che secondo noi merita di essere
ascoltato. E questo vale per la narrativa, ma a maggior ragione per la saggistica. Pubblichiamo spesso (e volentieri) titoli che amiamo definire ‘fuori dal coro’, che magari non troverebbero spazio nel catalogo di altre case editrici indipendenti. Poi, un’attenzione al linguaggio e allo stile, ma spesso – lavorando con autori abituati a sudare sui propri testi finché non riescono a tirare fuori tutto quello che vogliono dire – questo viene da sé.

Nel vostro catalogo ci sono diverse opere di Lalla Romano, pubblicate soprattutto negli ultimi tempi. Siete particolarmente affezionati a questa autrice italiana?

Quello di Lalla Romano è un caso emblematico per il tipo di lavoro che cerchiamo di fare con i nostri titoli, soprattutto per quanto riguarda la parte italiana: grandi voci italiane del Novecento rischiano di essere dimenticate, sommerse dalla quantità di volumi pubblicati ogni giorno che affollano gli scaffali delle librerie. Il lavoro dell’editore dovrebbe anche essere quello di cercare testi destinati a restare, testi che possano parlare e arrivare al lettore contemporaneo. Vale per Lalla Romano come per Giovanni Arpino o per Marcello Venturi: se siamo pronti a dimenticare i giganti della nostra letteratura non possiamo sperare in quella nuova ondata di grandi autori italiani tanto invocata in troppi articoli e conferenze, spesso da chi conosce poco i nuovi autori e nonricorda bene i vecchi. Per tornare a Lalla Romano: certo che le siamo particolarmente affezionati, ma del resto come si potrebbe non esserlo? Riportare in libreria le sue opere fuori catalogo ci riempie di orgoglio, e i lettori non si sono fatti attendere: ci siamo subito trovati circondati da un coro di commenti positivi, tanto da chi l’aveva letta da giovane e l’ha riscoperta nelle nostre edizioni quanto da chi l’ha incontrata per la prima volta nel catalogo Lindau.

Lindau ha sede a Torino, una città abbastanza importante e attiva per quanto riguarda la letteratura e gli eventi culturali. Questo fattore ha giocato un ruolo importante nella scelta del luogo di nascita di Lindau?

Quella di Torino non è stata propriamente una scelta. Lindau è nata a Torino perché lì vivevano Ezio Quarantelli e gli altri amici che l’hanno fondata. Indiscutibilmente però la casa editrice ha cercato di fare propri molti dei tratti che caratterizzano la città: l’operosità, il rigore, la riservatezza… l’amore per il lavoro ben fatto e un certo fastidio per ciò che è soltanto apparenza.

Dopo l’acquisizione di nuovi marchi editoriali come L’Età dell’Acquario e Melchisedek, ci sono nuovi progetti in programma? Qualcosa di cui potete parlarci?

Per ora non sveliamo nulla, tuttavia una cosa possiamo dirla: come giustamente accennavi a inizio intervista, l’anno prossimo festeggeremo i 30 anni di attività di Lindau 1989 – 2019. Sarà un anno molto importante per noi, tutto da scoprire insieme ai nostri lettori. Insomma, teneteci d’occhio.

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