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"I libri anticipano l'eternità"

Categoria: Graphic novel

Il soffio di vento che ha smosso il mio cuore.

Siamo quello che abbiamo fatto, quello che abbiamo visto, i legami che abbiamo stretto e le emozioni che abbiamo provato. Credo sia questo il messaggio, o meglio, uno dei tanti messaggi che ci dona L’uomo montagna, una piccola graphic novel edita da Tunué di cinquanta pagine dedicata ai bambini dagli 8 anni in su, ma non solo.


Ho riletto questo libricino un paio di volte prima di riuscire a carpire tutti i messaggi che ci sono all’interno; sono messaggi che noi adulti analizziamo logicamente ma che probabilmente, per un bambino, sono cose naturali, semplici e immediate. Il volume fa parte della collana Tipitondi, una collana che ormai bramo quasi interamente nonostante sia dedicata ai più piccoli. Al centro del racconto c’è questo forte legame tra un nonno ormai al termine della sua vita e il suo piccolo nipote. Le avventure che hanno vissuto insieme sono eccezionali e tutte da raccontare ma il nonno ormai non ce la fa più, il peso delle montagne che gli sono cresciute sulla testa gli impedisce di affrontare un altro viaggio, o meglio, gli è rimasto un ultimissimo viaggio da affrontare, da solo.


Il bambino sembra non accettare questo senso di fine perché l’idea di mettersi in viaggio per lui acquista significato solo con il suo compagno preferito, il nonno; decide quindi di andare a trovare il vento più forte che si trova sulla montagna più alta che probabilmente riuscirà ad alleviare il peso del suo caro e che gli permetterà di compiere ancora insieme fantastiche avventure.

“Perché il mio viaggio più bello sei tu.”

Oltre ad essere graficamente perfetto, i concetti che le due autrici (Amélie Fléchais e Séverine Gauthier) presentano tramite i dialoghi e i disegni sono molteplici. Una delle costanti nella vita è la solitudine, personificata dal vento che deve stare lontano da tutti per evitare di fare del male e che finalmente, alla richiesta del bambino, si sente felice di poter aiutare qualcuno tramite il suo dono. Allo stesso tempo vi è la gioia della condivisione: tutti i personaggi che il bambino incontrerà gli faranno capire quanto si possa essere uniti, nonostante la diversità.

Il legame con il suo amato nonno è ciò che lo spinge ad allontanarsi dove nessuno è mai arrivato. Durante il percorso imparerà l’importanza dei ricordi, di vivere a pieno le belle avventure e ad accettare che tutto ha una fine- l’importante è il viaggio. Capirà che i legami che stringiamo ci proteggono, ci aiutano nei momenti difficili e che le cose che ci rendono felici hanno più valore se vengono condivise. Tornerà da questo viaggio consapevole del fatto che ognuno di noi ha delle radici e sono questi legami fortissimi, impossibili da spezzare anche nel tempo, anche sotto la più grande delle tempeste. Le esperienze che facciamo sono le montagne sulla nostra testa, sul nostro cuore, ci rendono pesanti con il tempo, ma felici.

Quello che ho scritto nel titolo è vero, queste cinquanta pagine mi hanno davvero smosso il cuore. Se avete intenzione di fare un piccolo regalo, a voi o a un vostro piccolo (e fatelo ora visto che fino al 31 Marzo c’è il 25% di sconto su tutto il catalogo), regalate L’uomo montagna: una gioia per gli occhi e per il cuore.

Il primo dell’anno.

Inauguro il 2017 con un libro che ti spacca il cuore e te lo riduce in brandelli: Blankets di Craig Thompson, fumettista statunitense, vincitore di numerosi premi.


Edito da Rizzoli Lizard, Blankets è un romanzo grafico, un’autobiografia che dice tutto attraverso i silenzi. Il racconto inizia con le vicende del Craig bambino, le sere in cui non riusciva a dormire per colpa del suo fratellino con cui condivideva il letto. Gli scherzi, i giochi, talvolta pesanti, non adatti ai canoni dei genitori estremamente religiosi. L’esistenza di Craig è caratterizzata dalla solitudine e dall’emarginazione. La scarsa disponibilità economica della sua famiglia, l’attaccamento alla chiesa, i suoi capelli lunghi, tutti motivi per cui farlo sentire diverso o preso in giro. Craig non ha amici, si sente costantemente fuori luogo, costantemente infelice. La sua vita procede triste e monotona fino all’esperienza del campeggio, dove si fa coraggio e capisce che per farsi qualche amico deve scovare emarginati come lui; è tra di loro che conosce Raina, delicata nei tratti, gentile e in alcuni momenti folle. Il talento dell’autore sta nel caratterizzare i personaggi tramite il disegno: le figure hanno naturalmente delle caratteristiche comuni date dalla sua mano, ma le fattezze esprimono esattamente l’essenza dei soggetti. Questa diversità passa tramite i suoi occhi, non a caso il suo naso è ben contraddistinto, cercando di porre l’attenzione forse su un difetto che solo lui in realtà nota. Il padre robusto con l’espressione sempre corrucciata danno l’idea di una persona burbera e severa, i tratti delicati di Raina la caratterizzano per quella che è e per come Craig la vede.

Il rapporto con la religione è estremamente profondo e radicato, l’unico credo della sua vita fino a quando non conosce l’amore. A partire da quel momento il romanzo diventa tremendamente intenso, tanto da arrivare a te e prenderti il cuore. L’amore è nei gesti, nelle posizioni delle loro figure e nella potenza dei loro sguardi. Le scene di Craig e Raina sono scene prive di didascalie, fatte di silenzi che dicono tutto quello che c’è da dire, o meglio, da sentire; è un modo talmente profondo di comunicare che arriva immediatamente al lettore facendogli leggere le atmosfere senza il bisogno di inserire una sola lettera.


Sono seicento pagine intense di una vita insicura, in cerca di un porto e di una identità oltre quella religiosa ereditata; ve le consiglio con il cuore in mano, rotto.