Effetti collaterali dei sogni – Guglielmo Brayda

di esthergreewood

Il BBB è tornato per il nuovo anno e siamo felicissime di ospitare Voland come casa editrice del mese di Febbraio. Il loro catalogo comprende diverse collane e trovate una panoramica proprio qui. Per quanto mi riguarda, ero indecisissima sulla scelta non avendo mai letto nulla di questa casa editrice. Fortunatamente mi è venuta in soccorso Diletta che, come sempre, sa esattamente ciò di cui ho bisogno.

Guglielmo Brayda è un neurologo e non a caso, in questo libro, ci muoviamo all’interno della mente umana cercando di comprendere meccanismi comuni a ognuno di noi.
L’autore analizza i contatti umani e le relazioni, scende nel profondo della dipendenza, dell’abbandono, del bisogno.

Il protagonista è un neuroscienziato che in una Roma afosa di Giugno incontra Anouche, una donna bellissima che “ha scambiato le parole per il mondo”.

“L’astrazione può portarti a una vita interiore più intensa e appassionata di chi dedica la propria esistenza all’azione e alla vita esterna – mi dice.”

Anouche vive la sua vita dentro se stessa e spesso non riesce a tirare fuori tutto ciò che è racchiuso all’interno del suo io. Il nostro protagonista è consapevole di avere di fronte una persona difficile da decodificare, con nevrosi, paure e ferite che sono evidenti gridi di aiuto. Ma “l’amore non si sceglie.” Anouche è colei che ha sempre conosciuto ma che non aveva ancora incontrato.

“Trovare l’oggetto del proprio bisogno interiore è semplicemente ritrovarlo.”

E così si sviluppa la sua dipendenza, il bisogno di quel corpo e della sua compagnia. Esigenza con cui si ritroverà a fare i conti perché Anouche rimane incinta e decide da sola di non voler tenere il bambino. Questo causa una rottura, in Anouche e tra di loro. Ma lei rimarrà per molto tempo nei suoi pensieri e al primo posto tra i suoi desideri.

Il protagonista si ritrova ad affrontare la solitudine causata dalla perdita di qualcosa che pensava avesse finalmente colmato l’abisso. Da qui iniziano a salire a galla immagini nascoste nella sua mente che si manifestano sotto forma di sogni.
Visioni oniriche tormentose sempre più frequenti e intense che lo porteranno a vivere in uno stato intermedio, tra il reale e l’astratto.

Un romanzo bellissimo che attraverso l’occhio scientifico analizza l’amore e la passione, tramite la spiegazione delle emozioni, degli odori, di ciò che ci attrae in un’altra persona. Ma non c’è solo Anouche, ci sono anche Sara e Nina. Tutte e tre diverse, in grado di estrapolare sensazioni e comportamenti discordanti, confermando che “L’adesione all’altro modifica il nostro Io.”

Talmente introspettivo e intimo che ho paura di renderlo banale con le mie parole.
L’unica pecca, se proprio vogliamo trovarla, è la mancata descrizione dei suoi sogni. Ma credo sia tutto voluto, basato sui diversi livelli di lettura del libro.
Armatevi di matita perché lo sottolineerete tutto.

“La vita è un viaggio involontario nell’ignoto. Quando si analizzano le conseguenze del vissuto scopriamo che siamo stati premiati ogni volta che abbiamo assecondato le nostre emozioni.”

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