La principessa che scriveva – Nerina Fiumanò, Angelo Ruta

di esthergreewood

La settimana scorsa vi ho parlato del Pisa book festival e della mia felicità nel vedere l’editoria indipendente così attiva e apprezzata. Oggi vi parlo della casa editrice che più mi ha colpita durante questo festival, e che, debbo ammettere, non conoscevo!
Avevo sentito nominare diverse volte Verbavolant edizioni ma non so per quale motivo non mi sono mai avvicinata al loro stand durante le varie fiere sparse per l’Italia; di conseguenza, non conoscevo il loro catalogo.

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Quello che più mi ha colpita è il modo in cui mi sono stati presentati i libri e la passione che ho sentito traboccare dalle parole degli editori. Credo sia difficile attribuire ad una categoria le pubblicazioni di Verbavolant, infatti il “libro” di cui vorrei parlarvi oggi è un ibrido, una via di mezzo tra un albo illustrato e un poster d’autore, tanto che il marchio “Libri da parati” è stato registrato proprio da loro.

La storia si segue tramite le diverse facciate di questo poster che si dispiega pian piano e che alla fine raggiunge le dimensioni 100×70. La scelta è stata davvero difficile tanto che ormai ho deciso che piano piano tutti i Libri da parati diventeranno miei e riempiranno le pareti della mia camera. Quello di cui non potevo fare a meno però, dopo averlo visto, è La principessa che scriveva.

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Questa bellissima storia narrata da Nerina Fiumanò e illustrata da Angelo Ruta inizia con “C’era una volta”. La protagonista è una principessa che viveva in un castello, in un regno tranquillo. La principessa amava scrivere, scriveva sempre e ciò la faceva sentire in pace.

“Perché il suo sentire il mondo
era un albero agitato del vento.”

Un giorno, l’ordine nel suo regno viene sconvolto e la principessa viene resa prigioniera in una piccola cella, con nulla di suo tranne penna e inchiostro. In quella terribile condizione, isolata da tutti e incapace di fare qualcosa, la principessa continuò a scrivere e l’inchiostro è come se scorresse dentro di lei, facendola sentire ancora viva.

“Scriveva con quell’unica penna
scriveva sulla sua veste,
sulla sua camicia,
sui piedi;
sulle mani
su ogni angolo di pelle del suo corpo.
Perché nulla restasse senza parole,
perché tutto rimanesse su di lei.”

Quando il regno fu liberato tutti gioirono alla visione della principessa sana e salva e rimasero colpiti guardando il suo corpo interamente ricoperto da tutto ciò che aveva vissuto. Una volta libera, la principessa decise di immergersi nelle acque di un fiume vicino, lavando via le parole che la ricoprivano, diffondendo nei luoghi vicini un messaggio di speranza.

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Sono rimasta davvero folgorata dai Libri da parati, a partire dalla carta in sé, finendo alle illustrazioni che ricoprono ogni singola facciata, per non parlare della poesia. Una cosa così bella non potevo non farvela conoscere, soprattutto ora che si avvicina il Natale!

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