Stoner – John Williams 

di esthergreewood

In pochi anni, questa è la terza volta che rileggo Stoner, pubblicato da Fazi editore. È il mio porto sicuro, un po’ come La campana di vetro. È la certezza di ritrovarsi in parole già lette e ogni volta è un “ritrovarsi” diverso.

Il ritratto di Stoner è il ritratto di un uomo che mai si sarebbe aspettato di esser smosso da una passione. Stoner vive con i genitori a Booneville, li aiuta con la terra e proprio per fornire aiuto alla sua famiglia a diciannove anni, quasi per inerzia, si iscrive alla facoltà di Agraria all’Università del Missouri. Durante il secondo anno si imbatte in un esame richiesto a tutti gli studenti: letteratura inglese. Senza neanche accorgersene, dentro di lui si accende una luce che non aveva mai pensato di avere. Abbandona la facoltà di Agraria, spinto dall’unica persona che aveva visto in lui la scintilla, e inizia a studiare Lettere per diventare un insegnante.


Stoner si comporta da spettatore, osservando ciò che succede intorno a lui. L’insegnamento, un matrimonio infelice, due soli amici neanche tanto stretti: la vita di Stoner potrebbe essere definita una vita ordinaria e desolata ma, proprio come dice Peter Cameron nella postfazione, è stata la bravura di John Williams ad averla resa così appassionante e straziante.

“L’amore per la letteratura, per il linguaggio, per il mistero della mente e del cuore che si rivelano in quella minuta, strana e imprevedibile combinazione di lettere e parole, di neri e gelidi caratteri stampati sulla carta, l’amore che aveva sempre nascosto come se fosse illecito e pericoloso, cominciò a esprimersi dapprima in modo incerto, poi con coraggio sempre maggiore. Infine con orgoglio.”

Questa citazione potrebbe rappresentare il percorso di Stoner nell’intero romanzo. Un incontro casuale e fortuito che porta a galla quello che non sapevi di avere. Lo scopri così e lo accetti perché ti è stato caldamente consigliato e poi diventa l’unica cosa che ti fa vivere, l’unica che ti fa sentire te stesso e che fino alla fine difendi con tutta la forza e l’orgoglio che hai. Una vita che trova uno scopo in una passione inspiegabile, non rappresentabile, intima, solo sua. La vita di Stoner è anche crescita simultanea, accettazione, consolazione e rammarico. Una storia il cui segreto non è ancora stato carpito. 

Incredibile anche il caso editoriale: un romanzo pubblicato nel 1965 e poi riscoperto nel 2006 con grande interesse da parte della critica e dei lettori. L’abilità di John Williams sta nel far vivere in simbiosi il lettore con il protagonista perché per quanto possa essere ordinaria la sua vita, Stoner affronta interrogativi profondi e onnipresenti dell’esistenza.

Sentivo di doverlo rileggere dopo aver recuperato Nulla, solo la notte e Butcher’s crossing, ma per quanto impeccabili e appassionanti, Stoner ha il primo posto nel mio cuore. Aspetto impazientemente l’uscita di Augustus, l’ultimo romanzo di John Williams per Fazi Editore (nonché la mia casa editrice preferita) ❤️

Vorrei dirvi altro ma mi fermo qui, vorrei che vi sorprendeste ad ogni piccola scoperta, proprio come ha fatto Stoner nella sua vita.

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