Firmino – Sam Savage

di esthergreewood

Firmino è uno dei quei libri adatti a qualsiasi momento della vita, soprattutto se ti sei bloccato e credi che non sia il periodo giusto per leggere. Firmino è un topolino, il tredicesimo di una cucciolata di una pantegana ubriacona, che vive con la sua “famiglia” in una piccola tana all’interno della libreria Pembroke books di Boston.  Questo piccolo topo ha difficoltà ad entrare in sintonia con i fratelli, essendo l’ultimo, sappiamo come va, conosciamo le storie degli “ultimi”; in aggiunta il fatto che sua madre ha solo dodici mammelle quindi incapace (per costituzione) di scavalcare i fratelli, Firmino aspetta la fine della poppata e raccoglie quelle poche gocce di latte che rimangono. 


Preso dalla fame, trova una soluzione e inizia a mangiare i pezzi di carta sparsi per la tana. Solo come sempre, cercando qualcosa che occupasse le sue giornate, il piccolo topo intraprende l’esplorazione dei piccoli canali circostanti, fino a conoscere con il tempo l’intera libreria. Entrando nella sala, guardando la scrivania, Firmino osserva queste pagine di carta rilegate che diventano la sua fonte principale di cibo per la mente.

Tuttavia il concetto di dipendenza non è adeguato, né abbastanza profondo, per descrivere questo tipo di fame, che io chiamerei piuttosto amore. Agli albori forse, persino perverso, non corrisposto sicuro, ma comunque amore. Così ebbe inizio l’agglutinata passione che ha dominato la mia vita.

Firmino divora parole, una dietro l’altra, e si sente in colpa per quelle che ha masticato. Il suo cervello diventa più grande, la sua mente si espande: inadatto a comunicare con la sua specie, incapace di parlare come gli uomini. Quello che cerca è l’amore, un affetto, un’appartenenza. Il rifiuto di guardarsi allo specchio, il rigetto verso la sua specie, la paura di dimenticare, pensieri così umani che Savage riesce ad esporre in modo incredibile.

Penso sempre che ogni cosa durerà in eterno, ma non è mai così. In realtà, niente esiste per più di un istante, tranne ciò che custodiamo nella memoria. Cerco sempre di conservare dentro di me ogni momento – preferirei morire piuttosto che dimenticare.”

Tramite gli occhi di Firmino riscopriamo l’amore per i libri, quell’amore che ci porta a essere qualcosa di più.

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