Il paradiso degli animali – David James Poissant

di esthergreewood

Per quanto riguarda le letture difficilmente seguo la cresta dell’onda, lo trovo veramente complicato; i miei acquisti sono premeditati, ragionati, quindi sì, ci ho messo un anno e alla fine l’ho letto anch’io! Il paradiso degli animali è una raccolta di racconti di David James Poissant, autore americano sbarcato in Italia da qualche tempo grazie alla NN Editore.

Non c’è niente da fare, quando un libro è di una casa editrice indipendente te ne accorgi: la cura nella grafica, la qualità della carta della copertina e delle pagine, i segnalibri! Avete visto quanto sono belli i segnalibri della NN?


Solitamente, quando scelgo un libro, prima di iniziare a leggere io lo accarezzo e lo osservo per un bel po’, poi passo alla quarta di copertina e in questo caso ecco che risalta ai miei occhi il nome di Carver. Sapete che per me Carver è il supremo, l’irraggiungibile, la perfezione, quindi un paragone con lui (per quanto mi riguarda) risulta impossibile. Beh, cari amici, mi sono ricreduta. Come in Carver questi sono racconti struggenti, distruttivi, non lontani dalla nostra vita.

“Non è il sogno americano ma un luogo più selvaggio e ai margini, dove fallimento e successo sono molto più vicini di quanto ci si aspetti..”

Se però con Carver siamo spettatori di cose già successe, con Poissant invece osserviamo ciò che conduce i protagonisti a quel momento di distruzione, di rivelazione. I racconti terminano un attimo prima, per proteggerci dai detriti.

Sono racconti familiari, relazionali. Gli animali sono con noi e sono una sorta di riflesso, o quel qualcosa che riporta a galla. Però perché Il paradiso degli animali? Per la speranza credo. Per la nostra incapacità di accettare le cose vane della vita. Per la nostra capacità di accettarle ma di non comprendere il perché. È una raccolta di racconti circolare, torniamo al punto di partenza sperando di aver imparato qualcosa, sperando di avere un’altra opportunità.

La prosa è essenziale, i messaggi sono nascosti. Come in Carver, lo stile appare semplice ma in realtà è ricercato fino al minimo punto, alla minima virgola, ed è ciò che ci travolge.

“Il braccio”, “La geometria della disperazione” e “Come aiutare tuo marito a morire”, credo siano i racconti più struggenti che io abbia mai letto. Ripeto questa parola perché è così che descriverei i racconti di Poissant.

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