Duemilasedici in libri.

di esthergreewood

Che anno strano questo 2016. Tra le diverse problematiche e la morte di David Bowie, il mio artista preferito, tirando le somme posso dire che è stato un anno davvero orribile; però le cose brutte ci plasmano e ci danno più forza per affrontare il resto. Con la compagnia della mia musica, dei libri, inizierò il 2017 con una diversa consapevolezza di me stessa. No, non sono una di quelle persone che fanno i buoni propositi per l’anno nuovo, la trovo una cosa estremamente falsa ma credo fermamente nel cambiamento e nella nuova visione che ho di me stessa e di quello che mi circonda.

Proprio per i diversi problemi affrontati quest’anno le mie letture sono state davvero scarse, circa una quarantina di libri rispetto ai sessanta dello scorso anno, però sono contenta delle esperienze vissute al Salone del Libro e a Più Libri Più Liberi, cose che un lettore consapevole porta sempre dentro. Vago alla ricerca del mio genere letterario, cosa estremamente difficile da trovare. Non ho ancora trovato il mio preferito, continuo a leggere una varietà di libri estremamente diversi tra di loro e continuo ad amarli tutti.

In questo articolo vorrei parlarvi dei libri che quest’anno hanno forgiato l’amante di libri che è in me; di alcuni vi ho già parlato, troverete i post dedicati, magari con un commento più lucido visto che ho una memoria che fa davvero pena. Non sono in ordine di importanza, non ci riuscirei mai.

Storia di chi fugge e di chi resta, Elena Ferrante: sinceramente tutta la vicenda sull’identità di Elena Ferrante mi ha lasciata disgustata, la sua volontà di rimanere nell’anonimato non è stata rispettata e questo mi ha resa triste. Ai lettori che sono rimasti ammaliati dalla storia di Lila e Lunù non importa la vera identità della persona che ha scritto questa saga, la ringraziano soltanto per quello che ha donato, per aver messo tutto all’interno di questi quattro libri; il terzo è il mio preferito (oltre il primo). A chi ancora non ha letto la saga dell’Amica geniale perché la vede distante, io continuo a dire di provarci. Prima di comprare il primo volume anch’io ero estremamente diffidente e sicura al 90% che la storia e l’ambientazione non mi sarebbero piaciute; mi sono ricreduta dopo la prima pagina.

La ferocia, Nicola Lagioia: andando indietro tra gli articoli del blog troverete un post dedicato a questo libro, scritto in maniera ricercata, proprio come l’essenza di Clara.

New York Stories, a cura di Paolo Cognetti: devo ancora parlare? Penso di avervi rotto abbastanza le scatole con Paolo Cognetti. Anche per questo trovate un post dedicato alla raccolta di questi racconti americani.

La porta, Magda Szabò: è una relazione atipica la protagonista di questo libro. Tutti i nostri “interni” che possiamo nascondere e che non mostriamo. Credi di conoscere profondamente una persona che fa parte della tua vita da tanto tempo, ma non è così.

Kobane Calling, Zerocalcare: sì, inserisco Zerocalcare qui nonostante le sue pubblicazioni facciano parte di un’altra categoria. Come dice una mia amica “i libri di Zerocalcare non sono fumetti, sono capolavori”. Continuerò a lodare quest’uomo e per me non sarà mai abbastanza, per il suo talento, perché ha un ruolo attivo nelle tremende vicende del nostro tempo e perché nonostante il grande successo è rimasto una persona squisita, gentile e umile.

Gli anni della leggerezza, Elisabeth Jane Howard: ho approfittato dell’offerta della Fazi al Salone del Libro prendendo i primi due volumi anche se fin ad ora ho letto solo il primo. La saga dei Cazalet rientra in quella che potremmo definire “letteratura classica” ma con una netta differenza rispetto al solito stile utilizzato in questo genere di romanzi: l’autrice si concentra sulla mente dei personaggi. Ogni pagina è un’immersione profonda nei pensieri di uno dei membri di questa grande famiglia, piena di segreti.

Moby Dick, Herman Melville: un colosso da divorare. La mia lettura estiva impegnativa si è rivelata più semplice di quanto mi aspettassi. Avevo sempre sentito parlare di questo romanzo come qualcosa di estremamente complesso da terminare soprattutto per il gergo marinaresco ma devo dire che è stata una lettura piacevole e mi sono innamorata anch’io di questa enorme e crudele balena bianca.

La nausea, Jean-Paul Sartre: siete tristi? Riflettete sulla vostra esistenza? Ecco, non leggete Sartre. Potrebbe anche essere un conforto, dipende da che punto di vista lo si guarda ma il suo modo di analizzare le problematiche dell’esistenza dell’uomo è DEVASTANTE.

Le otto montagne, Paolo Cognetti: la smetto, lo giuro (prima però recupero tutti i suoi lavori).


Per il 2017 ho già una TBR piena. Vi auguro una buona vigilia e un buon anno in compagnia di ottimi libri.

 

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