La ricerca della speranza.

di esthergreewood

Butcher’s crossing?  Una scelta, un viaggio e una risposta. Una scelta da parte di chi ha sempre navigato nell’agio, da parte di chi ‘non ha vissuto abbastanza’; un viaggio all’inseguimento di una vita arida, vera, come se la spensieratezza fosse un peccato, una vita vissuta a metà. La ricerca della speranza, all’origine del mondo.

Il secondo romanzo di John Williams ci porta nel far west, in un piccolissimo abitato scrutabile interamente tramite un solo sguardo. Il protagonista è William Andrews, ventitreenne inesperto, esitante, irresoluto. Dopo aver lasciato Harvard e la sua città natale-Boston-il  suo cammino lo conduce a Butcher’s crossing.


Will vuole arrivare al limite delle cose, vuole sentirsele addosso, ha bisogno di affrontare le difficoltà per convincersi della sua esistenza. Rifiuta un lavoro appagante, respinge la donna ideale, è insicuro delle sue scelte e del suo ‘essere’. Decide di intraprendere il viaggio che gli darà delle grandi risposte, in intimità con la natura selvaggia. Le aspettative su questa caccia ai bufali sono enormi: Miller vede nei suoi occhi un bottino proficuo, un riconoscimento mai avuto, una ricompensa; Will sogna una grande risposta alla grande domanda della sua esistenza.

“Sapeva che le montagne erano lì, riusciva a vederle, ma non capiva esattamente quale genere di fame o di sete avrebbero placato in lui.”

La caccia si rivela difficile, forse proprio quello di cui Will aveva bisogno; e la sua grande risposta? Il significato del viaggio, il senso profondo della vita, l’immensa rivelazione? Beh, non c’è nessuna grande risposta. Solo un grande orrore, solo te stesso, le tue azioni e la tua vita fatta di bugie.

Lo stile di John Williams è perfettamente riconoscibile e in alcuni momenti è del tutto sublime. Avendo anche letto “Stoner” e “Nulla, solo la notte”, e conoscendo le sue capacità, devo dire che il senso del romanzo avrebbe potuto essere ancora più enfatizzato: questa grande risposta enigmatica, il valore del viaggio e della caccia, il desiderio di conquistare il mondo e la delusione nello scoprire che non puoi farlo.
Nonostante questa carenza, rimane un bellissimo romanzo: i vividi ritratti dei personaggi e la loro evoluzione, l’immensità della natura possente, uno dei migliori far west della letteratura; immergetevi nell’abitato di Butcher’s crossing.

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