Salone del libro 2016.

di esthergreewood

Togliamo un po’ di polvere da questo blog abbandonato per colpa della tesi (maledetta tesi) per parlare di questo bellissimo Salone! Cercherò di essere breve, giuro! Lo scorso anno ho potuto godere del Salone soltanto per un giorno quindi quest’anno, per recuperare, ho deciso di esserci tutto il tempo. C’è da dire che i primi giorni gli incontri mi hanno un  po’ lasciata indifferente quindi tendevo ad abbandonarli e a preferire la passeggiata tra gli stand. L’unico evento emozionante, parlando dei primi giorni, è stato l’incontro con Antonio Moresco, autore di Addio, attualmente candidato al premio Strega. Non si è cercato soltanto di promuovere il suo libro ma si è parlato molto dell’autore in generale, di ciò che lo spinge a scrivere, delle sue “fisse” e del modo in cui crea i personaggi. Mi è rimasta particolarmente impressa questa sua frase: “La letteratura muove verso l’impossibile, verso l’indicibile” e io lì inutile dire che mi sono emozionata come poche volte. Durante il weekend la situazione riguardante gli incontri è migliorata: innanzitutto sabato ho trascorso due ore in fila per Zerocalcare. Ne è valsa la pena, naturalmente, e dopo averci parlato posso dire che è l’uomo della mia vita e che me lo voglio sposare. Ciao Zero. No a parte gli scherzi (anche se non scherzavo) è una persona adorabile, con una pazienza inesauribile. Basta regalargli plumcake e lui passa due giorni consecutivi a fare disegni (anche se detto così sembra quasi sfruttamento).

Domenica è stata veramente una giornata meravigliosa, sia per la compagnia di Ilenia ed Enrica, sia per gli incontri, tutti bellissimi. In mattinata sono stata all’Indipendents’ Corner per un incontro con le libraie che sostengono l’Italian book challenge. È un’iniziativa che osservo da tanto e a cui vorrei anche partecipare, la mia preoccupazione è il numero di libri e la mia completa disorganizzazione. Purtroppo non riesco ad organizzare le mie letture e ultimamente ci pensa anche la laurea imminente a mettermi i bastoni tra le ruote. Nel primo pomeriggio ci siamo messe in fila per l’incontro con Marilynne Robinson, in occasione del conferimento del premio internazionale Mondello. Non so come definire questo incontro tra l’esilarante e il riflessivo. Si è parlato di teologia, della Robinson che non si scomoda manco per Obama e di Michela Murgia che si è presentata dicendole “thank you for my english, sorry for your books”. Una volta finito l’incontro con un tacito consenso della Robinson che non so per quale motivo ha accettato di firmare le copie, “some copies”, corriamo a fare la fila da Zerocalcare. Adorabile come sempre. L’ho già detto che è adorabile? Le persone in fila però sono meno adorabili, pensano di fare i furbi e ti ignorano pure, e vabbé, com’è che si dice? Siamo in Italia. Ad ogni modo dovete comprare Kobane calling. Se siete quel tipo di persone che non guardano i telegiornali in parte perché non vogliono soffrire, in parte perché consapevoli delle false notizie che ci propinano, questo capolavoro fa per voi. Ormai è inutile continuare a parlare della capacità di Zerocalcare di esporre tematiche così importanti, di farti venire il magone e di farti morire dalle risate dopo solo due tavole. L’abbiamo già detto vero? Bene, andate a comprare Kobane calling. ADESSO. Subito dopo aver salutato Ilenia che ha detto che verrà a trovarmi a Roma (ci conto), mi sono recata all’Indipendents’ Corner per due incontri: alle 18 per l’Abbecedario, alle 18.30 per “Visioni indipendenti: la promozione della lettura.”  L’Abbecedario è un incontro che si tiene ogni giorno al salone alle ore 18 in cui si parla di quei libri dimenticati, vittime del sistema editoriale. L’incontro delle 18.30 era invece con Marco Zapparoli, editore di Marcos y Marcos, che ci ha proposto un excursus sulla storia del libro Chiedi alla polvere, di John Fante, parlando non solo del libro ma della forza di una lettera, del lavoro editoriale e di quanto la lettura cambi la vita. Ultimo incontro della giornata quello con Giordano Meacci, autore de Il cinghiale che uccise Liberty Valance, candidato attualmente al premio Strega. Questo libro già mi ispirava abbastanza, dopo questa presentazione è entrato a far parte dei primi posti della mia wishlist (la settimana prossima è il mio compleanno eh). Il protagonista è questo cinghiale intellettuale, capace di sentire e provare sentimenti senza riuscire ad esprimerli né ai suoi amici cinghiali, né agli umani. I libri che pongono al centro questo tipo di solitudine solitamente sono i miei preferiti. Veniamo ora agli acquisti! Devo dire che ho resistito abbastanza: ho resistito al cinghiale, ho resistito ad altri titoli della minimum fax, ho resistito soprattutto allo stand Bao e da Tunuè. Come vedete non mi sono trattenuta invece da Fazi, amo il loro catalogo, la cura e soprattutto gli sconti eheh, sì perché ogni giorno da Fazi c’è un autore al 50%.

Io ho approfittato di questo sconto sulla saga dei Cazalet, su Villette e su Butcher’s Crossing che non vedo l’ora di leggere. Invece Nel bosco di Thomas Hardy l’ho preso l’ultimo giorno, c’era il 20% su tutto il catalogo. Cioè guardate quanto è bello, non è meraviglioso? Fazi ti amo. Poi, ho fatto spese anche all’usato e da Libraccio dove ho trovato Palomar e I ragazzi che amavano il vento che volevo da troppo tempo. L’ultimo giorno ho selezionato i miei acquisti e ho deciso di prendere L’uomo che non riusciva a morire della NN editore e Storie strane di Del Vecchio editore. Devo dirvi che da NN è stato difficilissimo scegliere perché volevo veramente tutto. Cioè voglio tutto. Vogliamo parlare poi dei loro segnalibri? Vogliamo? Da Del Vecchio invece mi sono lasciata ispirare, non conoscevo il loro catalogo ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla cura, dalla passione e dall’estrema gentilezza, che non bisogna mai sottovalutare. Del Vecchio e L’Orma sono state due piacevolissime scoperte di questo Salone e spero di approfondire i loro cataloghi il prima possibile. Bene, non è tutto ma questo Salone mi ha regalato davvero tante cose, difficili da esprimere. Sono cose da vivere: il contatto con gli editori, gli autori, ti fanno capire tante cose e ti fanno tornare a casa con una diversa consapevolezza.

Per ora è tutto, spero di riuscire a parlarvi di questi libri il prima possibile.

A presto, Esther Greenwood

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